Parrocchie Web: il portale delle parrocchie

Luciana Cavanna - pittrice figurativa moderna

Cerca

Categorie

I siti più cliccati negli ultimi 7 giorni

Mappa parrocchie

Italia Veneto Trentino Alto Adige Lombardia Friuli Venezia Giulia Piemonte Val d'Aosta Liguria Emilia Romagna Toscana Lazio Umbria Marche Abruzzo Molise Puglia Campania Basilicata Calabria Sardegna Sicilia

Panda Edizioni: sconto per le associazioni su tutto il catalogo

Forum

Che ne è della Chiesa nel terzo millennio?

Inviato da Johnny Wilkinson il 16/05/2010 alle ore 11:30:09

Sono un meridionale (atipico per aspetto e mentalità) emigrato oltre 14 anni fa in una cittadina del centro-nord, dopo 2 anni passati in Sardegna ad oltre 1000 km da casa sua. Passato un periodo di transizione dovuto all’ambientamento per ovvie differenze culturali, mi sono subito inserito nel tessuto sociale, non chiudendomi nella sola spirale di solitudine casa-lavoro-tv, ma mi sono reso attivo nelle varie associazioni, da quelle sportive a quelle culturali. La premessa è d’obbligo per darvi un’idea del contesto e della persona che racconta.
Vi racconto 3 episodi, banali e proprio per questi da chiunque comprensibili per il loro disarmante contenuto.
Primo episodio. Negli spazi antistanti la chiesa vicina casa mia ci sono alcuni biliardini (calcio-balilla) abbandonati. Ho chiesto al parroco, che conosco molto bene e dopo dico perché, se potevo acquistarne uno (mai chiesto nulla in regalo io), che lo avrei accomodato e che poteva farmi lui un prezzo. MI ha detto che “no, non voglio disfarmene, voglio metterli a posto perché presto li collocherò nelle aule di catechismo per quei ragazzi”. Non ho provato ad insistere, non è nelle mie corde. A distanza di 2 anni quei biliardini sono ancora lì dove li avevo visti. Un mese fa il mio vicino di casa, con cui sono in amicizia e che era al corrente della mia storia, mi ha confidato di aver avuto in prestito (gratuito) dal prete uno di quei biliardini. Sentito questo, io non ho battuto ciglio perché da tempo ho capito come va il mondo, mia moglie è invece andata a chiedere spiegazioni (anche a causa dell’episodio che poi racconto) e la riposta è stata “ma lui aveva detto che lo voleva comprare, mentre qui l’ho prestato. Comunque digli che se lo vuole ora può venire a prenderlo”. Secondo voi ci sono andato?
Secondo episodio. Andiamo al compleanno di un’amichetta di mia figlia più grande. Il luogo è un’insolita ed accogliente sala sempre della nostra parrocchia. Ci piace e pensiamo che possa essere più adatta del solito salone che invece affittano per queste occasioni (compleanni, battesimi, ecc.) e che qualche volta aveva “preso” anche noi. Ci muoviamo per tempo e chiediamo 3 settimane prima del compleanno di nostra figlia la saletta ed anche questa volta il parroco ci da picche motivando con “abbiamo imbiancato da poco la sala, non la diamo più a nessuno. La utilizziamo solo per la dottrina”. Incassato anche il no per il salone (già impegnato) ci siamo rivolti altrove per la festa. Nemmeno 2 settimane dopo la nostra festa riceviamo un invito per il compleanno di un’altra amichetta di nostra figlia che invece festeggia il suo propria nella saletta “che non davano più a nessuno”. Io cerco di calmare mia moglie che invece è un vulcano. Va dal parroco a chiedere spiegazioni anche di questo oltre che dei biliardini e il tenore della risposta è stato un più o meno “effettivamente non la diamo a nessuno. Ma a qualcuno non si può dire di no”. C’è chi può e chi non può. Peccato solo che mia moglie ci si roda il fegato ancora…
Terzo episodio. Porto mia figlia al catechismo. Già perché nonostante tutto cerco di dare a mia figlia comunque l’opportunità di scegliere quando avrà la consapevolezza e comprenderà le cose. E poi non voglio isolarmi socialmente perché scegliere di non fare l’ora di religione o di non farsi battezzare o comunicare sono false scelte: le convenzioni sociali hanno già scelto per noi prima ancora che venissimo al mondo e se non ti adegui viene messo ai margini del contesto in cui vivi. Per cui l’accompagno e devo dire che nonostante l’impegno della scuola sino al sabato e la voglia di fare almeno la domenica quel che gli pare, mia figlia ci mette anche una certa sorprendente dose di entusiasmo. Entuasiasmo che scema non appena si verifica la seguente scena. Arriva la catechista e inizia a salutare con trasporto tutti gli amichetti di mia figlia: chi viene preso in braccio, chi riceve un complimento, chi una carezza, chi un “ciaoo” particolarmente sentito. Tutti tranne mia figlia che a poco a poco si avvilisce e cerca la mia mano per sicurezza. Capendo l’antifona dico ad alta voce: “ma è lei la tua catechista?”. Lei: “si”. Ed io ancora: “ma ti conosce?”. Lei ingenuamente, ma nemmeno tanto: “Boh…, si!”. Se le notano anche i bambini certe differenze siamo proprio alla frutta.
Per tanto tempo mi sono posto sempre per primo questa domanda: “dove sto sbagliando?”, dando per scontato che fossi io in errore e che fosse per alcune mie mancanze che si verificassero certi episodi. E’ da tempo che sono schifato da certi atteggiamenti di chiusura che devo riscontro solo negli ambienti della chiesa. Per dirne una, nella società sportiva che frequento, sono apprezzato, stimato ascoltato e quel che più conta ho l’incarico di segretario. Ora ditemi voi per quale motivo dovrei profondere le mie energie ed il mio tempo con chi dimostra di non valorizzarmi? Per quale motivo dovrei fingere che gli antichi valori di fratellanza, uguaglianza e accoglimento che ispiravano la chiesa e che facevano proselitismo esistono ancora? Io ci provo anche ad avvicinarmi, siamo stati io e mia moglie, nel coro della chiesa finchè gli impegni filiari non ci hanno assorbito completamente. Non abbiamo parenti qui e spesso mia moglie lavora la domenica: potete immaginare quanto sia difficile trovare già tempo per noi. Finchè ho potuto ho anche aiutato la parrocchia nella festa annuale, come carpentiere, cameriere, presentatore nella recita dei bambini, ero anche nel consiglio del circolo della chiesa perché m’intendo di materia fiscale. Nulla di tutto questo vale. Perché quando è il momento di raccogliere qualcosa, tocca sempre mettersi in fondo alla fila.

Rispondi


Parrocchie Web® powered by E-Group S.r.l. - P.IVA 03461800280 - Informazioni societarie - privacy